TITOLO I
Art.1
Dal comune vivere e sentire di alcune coppie di fidanzati e sposi, nell’anno 1994 proclamato dall’O.N.U. “Anno Internazionale della Famiglia”, si costituisce in Italia con sede in Melissano (Lecce) alla Via P. Veronese n.13 –presso l’Associazione “ Amici di Don Quintino” – l’Associazione per la tutela e la promozione della famiglia denominata “FAMILIA”. La durata dell’Associazione è fissata dal giorno della sua legale costituzione fino al 31 dicembre 2057 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’Assemblea. L’Assemblea dei Soci ha facoltà di istituire sedi secondarie su tutto il territorio nazionale. Può essere deliberato lo scioglimento dell’Associazione a norma di legge e del presente statuto.
Art.2
L’Associazione, quale organizzazione di volontariato, opera nei modi e nelle forme stabilite dalla Legge n. 266 del 11.08.1991 e sue eventuali modifiche, non persegue finalità di lucro dirette o indirette e/o speculative. L’attività degli aderenti l’Associazione è prestata in modo personale, spontaneo e gratuito senza fini di lucro diretto o indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà nel rispetto delle disposizioni della citata legge n. 266 del 11.08.1991 delle cui agevolazioni intende godere l’organizzazione stessa, essendo costituita per fini di solidarietà sociale. Gli aderenti che prestano attività a favore dell’Associazione hanno diritto soltanto al rimborso delle eventuali, spese effettivamente sostenute nei limiti preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo.
Art.3 – NATURA
L’Associazione è un’unione di famiglie e di quanti si adoperano per rendere la FAMIGLIA consapevole della propria identità e del ruolo originale che essa è chiamata a svolgere “quale società naturale”, così come sancito dalla Costituzione Italiana agli artt. 29-30 e 31, in conformità alla Carta Sociale Europea e alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo dell’O.N.U.
Art.4 – SCOPI
L’Associazione delle Famiglie intende operare a qualsiasi livello (culturale, giuridico, educativo, religioso, sociale, politico ed economico) al fine di promuovere la partecipazione attiva e consapevole della Famiglia per il pieno recupero del ruolo che ad essa compete nella Società; promuovere attività orientate a contrastare e prevenire il disagio psico-sociale che può investire la realtà familiare. •  A tal fine, l’Associazione si propone di concretizzare, operativamente – a qualsiasi livello – i seguenti diritti ritenuti fondamentali ed irrinunciabili per la Famiglia: •  Il diritto di esistere e di progredire come famiglia, il diritto cioè d’ogni uomo a fondare una famiglia e di avere i mezzi adeguati per sostenerla; •  Il diritto dell’uomo e della donna (in quanto coppia) di esercitare la propria responsabilità nell’ambito della trasmissione della vita e dell’educazione dei figli; •  Diritto dell’intimità della vita coniugale e familiare; •  diritto di credere e di professare la propria fede e di diffonderla; •  diritto di educare i figli secondo le proprie tradizioni, i propri valori culturali e religiosi con gli strumenti, e le istituzioni necessarie; •  diritto di ottenere la sicurezza fisica, psico-affettiva, sociale, politica, economica, specialmente dei poveri e degli infermi; •  diritto all’abitazione adatta a condurre convenientemente la vita coniugale e familiare; •  diritto di espressione e di rappresentanza davanti alle pubbliche autorità economiche, sociali e culturali; •  diritto di proteggere i minorenni dall’abbandono e da ogni forma di violenza fisica, psicologica e morale; •  diritto di spazi, ambiti e opportunità di svago, incontro e gestione del tempo libero adeguati per la famiglia; •  diritto degli anziani ad una vita ed una morte dignitose; •  diritto di emigrare con la famiglia per cercare condizioni di vita migliori. •  Per il perseguimento di questi scopi l’Associazione si affianca e collabora attivamente con la Comunità Civile e con ogni altro centro, associazione, movimento e organismo che operi sui temi comuni della tutela, promozione e diritti della famiglia.
Art.5 – ATTIVITA’
L’Associazione al fine di tutelare e promuovere la Famiglia per la sua partecipazione alla vita sociale e politica, potrà: •  elaborare ed attivare progetti di coinvolgimento delle famiglie nei vari ambiti della vita sociale, politica ed economica; •  attivare osservatori, centri di documentazione, studi e raccolta dati e ogni altro materiale relativi agli aspetti culturale, religioso, educativo, economico, politico sociale sulle problematiche familiari; •  organizzare convegni, manifestazioni, corsi, per un’approfondita conoscenza in particolar modo della Legislazione italiana, Europea ed internazionale riguardanti la Famiglia; •  intervenire pubblicamente in ogni caso di ingiustizia sociale e negazione dei diritti della Famiglia che si possono verificare nelle situazioni concrete, sulla scorta di informazioni oggettive e complete; •  promuovere la pubblicazione di opuscoli, riviste, libri, testi vari su tematiche riguardanti la Famiglia e le attività dell’Associazione stessa; •  istituire premi o concorsi su temi riguardanti le finalità proprie dell’Associazione; •  promuovere la costituzione di cooperative e/o aderire a consorzi, associazioni, enti pubblici e privati con medesime finalità a favore della Famiglia; •  promuovere qualsiasi altra iniziativa utile per scopi dell’Associazione. E’ fatto divieto di esercitare attività diverse da quelle di cui al presente articolo ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
TITOLO II
Art.6 – SOCI
Si considerano soci dell’Associazione le persone in appresso indicati. Le loro prestazioni sono gratuite. Il numero dei soci è illimitato ma non inferiore a cinque. I livelli di partecipazione sono i seguenti: A – SOCI FONDATORI: hanno costituito l’Associazione e fanno parte, in numero di tre, del primo Consiglio Direttivo dell’Associazione col compito di avviare la realizzazione delle strutture primarie dell’Associazione ai sensi del presente statuto. B – SOCI ORDINARI: può diventare socio ordinario qualsiasi persona fisica maggiorenne che sia disposta a promuovere e a sostenere gli scopi dell’Associazione. Ogni socio ordinario ha diritto ad un solo voto. La quota associativa è unica e può essere differenziata in base al numero dei componenti. qualora trattasi di nuclei familiari. C –SOCI CONSULENTI: scelgono, per le loro specifiche competenze, di offrire la consulenza gratuita per tutte le attività di cui all’art, 5 del presente statuto, nonché su altri ed eventuali bisogni e problemi specifici che l’Associazione si trova ad affrontare. D– SOCI ONORARI: può diventare socio onorario dell’Associazione qualsiasi persona maggiorenne che ha acquisito particolari benemerenze circa la valenza sociale e politica della famiglia. Non vi è alcuna limitazione nei diritti di ogni categoria di Socio.
Art.7 – ADESIONE
Chi desidera diventare socio deve presentare domanda scritta al Presidente dell’Associazione impegnandosi a versare la quota di iscrizione nella misura stabilita annualmente dal C.D. (o dall’Assemblea dei consociati) entro il 31 marzo di ogni anno ed accettare lo statuto dell’Associazione. Sull’accoglimento della domanda deciderà inappellabilmente il C.D. Il C.D. può concedere motivate deroghe sul versamento della quota.
Art.8
Ogni socio che non sia in mora con il pagamento della quota associativa può prendere parte alle assemblee esercitando il proprio diritto di proposta e di voto nell’ambito dell’ordine del giorno. Ogni socio ha il diritto di frequentare i locali dell’Associazione, di usufruire dei servizi e di godere di tutte le agevolazioni che l’Associazione stessa può offrire.
Art.9
I soci s’impegnano a pagare entro i termini la quota associativa, ad uniformarsi alle norme di etica professionale, alle norme fissate dal presente statuto, ai regolamenti interni ed a tutte le delibere dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.
Art.10 – RECESSO, DECADENZA, ESCLUSIONE
La condizione di socio decade in seguito a dimissioni volontarie, per espulsione a seguito di comportamento contrario agli scopi e allo spirito dell’Associazione, per mancato pagamento delle quote sociali, per decesso nonché per eventuale scioglimento dell’Ente o persona giuridica quando non sia una persona fisica. •  Le dimissioni volontarie devono essere comunicate per iscritto al C.D., con l’osservanza di un periodo di preavviso di almeno 2 mesi. Essa avrà valore effettivo solo alla fine dell’anno sociale. Una dichiarazione tardiva entrerà in vigore alla fine dell’anno successivo. Anche per il socio dimissionario permane l’obbligo di pagare la quota associativa sino al termine dell’anno in corso. •  Il C.D., anche su segnalazione del collegio dei Probiviri, ove istituito, può effettuare la cancellazione di un socio nel caso in cui, dopo due ingiunzioni non abbia versato la quota associativa. Il socio inadempiente sarà invitato dal C.D. a mettersi in regola e l’esclusione potrà avere luogo trascorsi i tempi e i modi stabiliti dal C.D. stesso.  Un membro dell’Associazione può essere escluso solo per gravi inadempienze, ripetute infrazioni allo Statuto o agli interessi dell’Associazione. In tali casi il C.D., previa formale contestazione dell’addebito e anche su segnalazione del Collegio dei Probiviri ove istituito, assegna al socio presunto inadempiente il termine di quindici giorni perentori per la produzione di valide giustificazioni, in difetto il C.D. può deliberare l’esclusione del socio.
Art.11
La cancellazione e l’esclusione di cui ai punti b) e c) del precedente articolo viene deliberata dal C. D. e viene comunicata al socio. Contro la deliberazione di esclusione il socio che intendesse proporre opposizione deve entro trenta giorni dalla comunicazione adire il Collegio dei Probiviri con le modalità di cui all’art.26. In caso di mancata istituzione di detto organo può proporre opposizione davanti al Tribunale. L’esclusione ha effetto dall’annotazione sul libro dei soci, da farsi a cura del C.D.
Art.12
I soci receduti, decaduti o esclusi e gli eredi dei soci defunti non hanno diritto al rimborso delle quote di iscrizione da essi effettivamente versate. Le suddette quote saranno devolute a riserva legale dell’Associazione.
TITOLO III
Art.13 – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
L’Associazione è dotata di una struttura democratica. Gli organi dell’Associazione sono: •  l’Assemblea Generale dei Soci; •  il Consiglio Direttivo; •  il Presidente; •  il Collegio Sindacale; •  il Collegio dei Probiviri nonché ogni altro organo l’Associazione vorrà darsi previa delibera dell’Assemblea straordinaria. Spetta all’Assemblea ordinaria deliberare circa l’istituzione degli organi di cui ai punti d) ed e).
Art.14 – ASSEMBLEA DEI SOCI
L’Assemblea dei Soci è l’organo supremo dell’Associazione e le sue decisioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, obbligano tutti gli associati. Le assemblee sono ordinarie e straordinarie. La loro convocazione deve effettuarsi mediante lettera o qualsiasi altro mezzo ritenuto opportuno dal C.D. almeno otto giorni prima dell’incontro, contenete l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo dell’incontro e l’elenco degli argomenti da trattare. In mancanza delle formalità suddette, l’Assemblea si reputa validamente costituita quando siano intervenuti tutti i soci. Nell’avviso di convocazione dell’Assemblea deve essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Questa può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima ma almeno un’ora dopo. In prima convocazione l’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci aventi diritto di voto e in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti. L’Assemblea Straordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno 2/3 degli associati aventi diritto al voto ed in seconda convocazione con la presenza della maggioranza assoluta dei soci aventi diritto di voto.
Art.15
Le delibere riguardanti modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto o il cambiamento degli scopi dell’Associazione o l’anticipato scioglimento, possono essere prese in sede di assemblea ordinaria con il voto favorevole di almeno 2/3 dei votanti presenti. In tal caso i soci dissenzienti hanno diritto di recedere dall’Associazione.
Art.16
L’Assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, sarà presieduta dal presidente in carica dell’Associazione, o in caso di impedimento da altra persona designata di volta in volta dall’Assemblea stessa. L’assemblea nomina un Segretario e, quando occorrono, due Scrutatori. •  Le deliberazioni assembleari devono essere verbalizzate e sottoscritte dal Presidente dell’assemblea e dal Segretario;
Art.17
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale ed ha le seguenti funzioni: •  approva il bilancio annuale consuntivo dell’Associazione obbligatoriamente redatto in cui devono essere annotati beni e lasciti ricevuti, nonché il bilancio preventivo per il prossimo esercizio; •  elegge i componenti del C.D., del Collegio Sindacale e Collegio dei Probiviri o degli eventuali altri organi alla scadenza del mandato; •  esamina e discute i problemi dell’Associazione formulando proposte in ordine agli indirizzi e direttive generali dell’Associazione; •  fissa la quota annuale e/o mensile da versarsi da parte di ciascun socio. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, eventuali utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, fatte salve le disposizioni dell’art.29 in caso di scioglimento della stessa. Gli eventuali utili o avanzi di gestione devono obbligatoriamente essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Art.18
Gli organi sociali liberamente eletti dall’Assemblea durano in carica tre anni e sono riconfermabili. Tutte le cariche associative sono gratuite.
Art.19 – VOTAZIONE
Per la votazione si procederà normalmente col sistema dell’alzata di mano o della votazione palese. Per elezioni delle cariche sociali o quando si tratta di decisioni riguardanti persone si procederà normalmente, salvo diversa deliberazione dell’Assemblea, col sistema della votazione a scrutinio segreto. •  Oltre quanto previsto dell’art.6 lettera B, hanno diritto al voto nelle assemblee, i soci che risultino iscritto nel libro dei soci da almeno sei mesi e non siano morosi, il socio moroso può comunque regolarizzare la sua posizione prima dell’apertura dell’Assemblea. •  Ogni socio ha diritto ad un solo voto, salve le limitazioni di legge. •  Il voto, non è delegabile, fatta eccezione all’interno del nucleo familiare i cui componenti maggiorenni possono farsi rappresentare da uno solo di essi. Le deleghe devono essere menzionate nel verbale dell’Assemblea e conservate tra gli atti.
Art.20 –CONSIGLIO DIRETTIVO
L’Associazione è diretta da un C.D. costituito da cinque membri. •  il C.D. dura in carica 3 anni e i suoi membri sono rieleggibili; •  nomina nel suo interno il Presidente, il vice Presidente e il Segretario Tesoriere; •  nessun membro del C.D. può essere impegnato in qualsiasi partito politico con incarichi ufficiali di rappresentanza a qualsiasi livello: internazionale, nazionale, regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale (a meno che l’esercizio di tale tipo di impegno non sia richiesto ed approvato con voto unanime nel C.D.. In tal caso il socio dovrà impegnarsi a rispettare quanto previsto in materia dal regolamento dell’Associazione); •  nessuno che abbia incarichi di Presidente o di rappresentante legale di altre associazioni, movimenti o di organismi vari può essere nominato presidente o vice presidente dell’Associazione tranne espressa delibera all’unanimità del C.D. Il C.D. uscente formula una lista di coloro che intendono candidarsi a consiglieri previa specifica disponibilità degli stessi effettuata con comunicazione scritta.
Art.21
Il C.D. è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno 3 componenti. La convocazione è fatta a mezzo lettera o altro mezzo ritenuto opportuno dal C.D., non meno di 3 giorni prima dell’adunanza e, nei casi urgenti con comunicazione telefonica, in modo che i consiglieri ne siano informati almeno 1 giorno prima della riunione; •  le adunanze sono valide quando intervenga la maggioranza dei componenti del C.D.. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti. •  le votazioni sono normalmente palesi; sono invece segrete quando ciò sia richiesto anche da un solo consigliere, oppure quando si tratti di affari nei quali siano interessati amministratori, o loro parenti o affini fino al terzo grado.
Art.22
Il C.D. è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione. Spetta pertanto, fra l’altro a titolo esemplificativo, al C. D.: •  valutare le proposte formulate dell’Assemblea e curarne, dopo l’approvazione, l’esecuzione; •  redigere i bilanci preventivi e consuntivi annuali che devono contenere beni e lasciti ricevuti nel corso dell’anno; •  compilare i regolamenti interni; •  stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti l’attività sociale, nonché vendere, acquistare permutare beni e diritti, mobiliari e immobiliari con le più ampie facoltà al riguardo ivi compresa quella di rinunciare alle ipoteche legali; compiere ogni e qualsiasi operazione presso Istituti di Credito di diritto pubblico e privato; aprire, utilizzare, estinguere i conti correnti e compiere operazioni in banca compresa la richiesta di sovvenzioni e mutui, concedendo tutte le garanzie ipotecarie; cedere, accettare, emettere, girare, avallare, scontare, quietanzare crediti ed effetti cambiari e cartolari in genere; •  concorrere a gare d’appalto per opere e servizi inerenti l’attività sociale e stipulare i relativi contratti; •  deliberare e concordare avalli cambiari, fideiussioni ed ogni qualsiasi altra garanzia sotto qualsivoglia forma per facilitare l’ottenimento del credito agli Enti cui l’Associazione aderisce, nonché a favore di altre associazioni o iniziative a carattere sociale; •  conferire procure, sia generali sia speciali, ferma la facoltà attribuita al Presidente dell’Associazione; •  assumere e licenziare il personale dell’Associazione fissandone le mansioni e le retribuzioni; •  deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e l’esclusione dei soci; •  compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione fatta eccezione soltanto di quelli che, per disposizione di legge e del presente statuto siano riservati all’assemblea generale; •  deliberare l’istituzione di una sezione di attività per la raccolta dei prestiti utili allo svolgimento dei programmi sociali previsti nell’oggetto.
Art.23
Il Presidente del C.D. ha la rappresentanza e la firma sociale dell’Associazione. Il Presidente perciò è autorizzato a riscuotere da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamento di ogni natura e a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatoria quietanza; •  il Presidente ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’Associazione, davanti a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa ed in qualunque grado di giurisdizione; •  in caso di assenza o impedimento del Presidente, la firma e la rappresentanza sociale spettano al vice Presidente.
Art.24
Il Collegio Sindacale, se istituito, è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea ordinaria dei soci scelti tra i soci stessi aventi il diritto di voto nelle assemblee o esterni all’associazione. Il Collegio Sindacale deve controllare l’amministrazione della società, vigilare sull’osservanza della legge e dello Statuto , esaminare periodicamente la contabilità sociale e predisporre la relazione scritta sul bilancio annuale consuntivo da presentare all’Assemblea dei soci in sede di approvazione dello stesso. Il Collegio Sindacale dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili.
Art.25
Il Collegio dei Probiviri, se istituito, è composto da tre membri eletti dell’Assemblea ordinaria dei soci scelti tra i soci stessi o esterni all’associazione. In caso di dimissioni, decesso, decadenza o altro impedimento di un componente del Collegio dei Probiviri il sostituto verrà eletto nella prima assemblea ordinaria convocata dopo l’evento. Il Collegio dei probiviri è chiamato a decidere su tutte le controversie insorte tra i soci e tra i soci e gli organi dell’Associazione. Il Collegio dei Probiviri dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili.
Art.26
I Soci e l’Associazione sono obbligati a rimettere all’esame di un collegio dei Probiviri se istituito le controversie in materie di recesso, decadenza, esclusione e tutte le altre, sempre che possono formare oggetto di compromesso, relative all’interpretazione delle disposizioni contenute nello statuto, nei regolamenti derivanti da deliberazioni assembleari. Il Collegio dei Probiviri deciderà secondo equità ed il lodo arbitrale è impugnabile soltanto ai sensi degli articoli 827 e segg. del Codice di Procedura Civile.
Art.27
l patrimonio dell’Associazione è costituito: •  dalle quote sociali; •  da eventuali fondi di riserva conseguenti dalle eccedenze di bilancio; •  da contributi di enti, associazioni, privati; •  da contributi dello Stato, di Enti o istituzioni pubbliche; •  da contributi da organismi internazionali; •  da donazioni o lasciti testamentari; •  da rimborsi derivanti da convenzioni; •  da entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.
Art.28
L’esercizio finanziario chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Art.29-SCIOGLIMENTO – LIQUIDAZIONE
L’Associazione s’intende sciolta di diritto nei casi previsti dal Codice Civile. L’Assemblea che dichiara lo scioglimento dell’Associazione deve provvedere alla nomina dei liquidatori stabilendone i poteri. Nel caso di scioglimento dell’Associazione, l’intero patrimonio sociale, sarà devoluto ad altre organizzazioni operanti in identico o analogo settore. E’ escluso comunque qualsiasi rimborso ai soci.
Art.30
Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si fa riferimento alle disposizioni contenute nel Codice Civile e nelle leggi speciali in materia, ivi compresa specificamente la suddetta legge n. 266/1991.