Con il progetto Ecosistemi Familia…ri  vogliamo tentare una conoscenza del territorio che ci permetta di penetrare nelle radici più autentiche di un habitat, quello salentino che giustamente Livio Ruggero definisce “tra i più belli e suggestivi d’Italia”.

Del Salento sono note in tutto il mondo le immagini di meraviglie barocche, le storie di colonizzazioni,i sapori della cucina. Esistono invece aspetti del Salento, che se pur caratteristici, affascinanti e ricchi di sorprese, sono poco noti anche a noi stessi: “preziosi ecosistemi naturali”, cioè habitat di specie animali e vegetali rare ed esclusive delle nostre zone.

La nostra finalità è quella di meravigliarci ed emozionarci di fronte all’armonia della natura.

Lo faremo lasciandoci guidare attraverso le dune, le grotte, i laghetti, le serre…vedremo fondali ancora popolati dalla posidonia, percorreremo la macchia mediterranea fra i profumi e i colori del mirto e del lentisco. Ci muoveremo fra i muretti a secco disseminati nella rossa campagna salentina per raggiungere le nostre mete naturalistiche e riscoprire le bellezze naturali.

 L’intero progetto si sviluppa in due annualità e prevede 6 tappe.

Fra gli ecosistemi da visitare abbiamo previsto, data la sua importanza, anche quello montano: per questo la prima tappa sarà in Basilicata, nel Parco Nazionale dei Pollino. Qui visiteremo BOSCO MAGNANO 650 metri di quota. Il percorso si articola nel bosco; la vegetazione dominante è il cerro misto a faggio. Il sentiero costeggia il Torrente Peschiera, dove la vegetazione è costituita da ontani, salici e pioppi. In questi ambienti umidi sono presenti rane e la salamandrina dagli occhiali, mentre nel torrente sono presenti trote, granchi e la lontra che vive dove l’acqua è pulita. Saliremo anche a 1.550 metri di quota a PIANO RUGGIO dove potremo ammirare un panorama spettacolare oltre ai favolosi Pini Loricati simbolo del Parco.

Per la seconda tappa, prevista per metà di luglio, abbiamo pensato ad una avventurosa e rinfrescante gita in barca lungo le coste di S.M. di Leuca ricche di grotte, molte delle quali, prima dell’innalzamento del livello mare, costituivano rifugio per gli uomini primitivi.
Lungo la via del ritorno ci fermeremo ad osservare le secolari Querce Vallonee.

La quercia vallonea è divenuta un vero e proprio simbolo della natura salentina,studi e ricerche l’hanno collocata tra le specie vegetali molto rare ed in via di estinzione e per questo motivo è stata ultimamente inserita negli itinerari turistico-culturali finanziati dalla C.E.E.

Nella terza tappa, intorno alla fine settembre 2010, andremo a visitare la Riserva naturale “Le Cesine”,situata nel territorio comunale di Vernole. L’oasi rappresenta oggi una delle ultime zone paludose che in passato si estendevano da Otranto a Brindisi. E’ possibile effettuare lunghe passeggiate tra la flora tipica delle zone palustri e osservare numerosi esemplari di avifauna come il Moriglione, la folaga e il falco di palude. Nell’interno cresce una fitta macchia mediterranea.

Intorno ai primi giorni del mese di Aprile 2011, la visita al Parco Bosco e alle Paludi di Rauccio costituirà la quarta tappa del percorso. All’interno del parco è possibile fare una lunga passeggiata immersi nella lecceta, testimonianza residuale di un’area boschiva che nel medioevo si sviluppava tra Lecce, la costa adriatica, Otranto e Brindisi. Limitrofa alla lecceta, vi è una zona paludosa denominata “Specchia di Milogna”.Da una tale vastità e varietà ambientale deriva una notevolissima ricchezza nella vegetazione. Tra le specie rare presenti è possibile vedere l’orchidea palustre (Orchis palustris) e la periploca maggiore (Periploca graeca), specie a rischio di estinzione. Altrettanto varia è la presenza faunistica. Il parco è anche un sito di sosta per l’avifauna migratoria.

Nella quinta tappa, prevista per giugno 2011, visiteremo il Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”, caratterizzato dalla presenza di una vasta area umida retrodunale nella quale trovano rifugio numerose specie migratorie. Alle spalle dell’area umida è presente un complesso ecosistema costituito da un mosaico di terreni coltivati, di macchia mediterranea, di affioramenti rocciosi e di affascinanti gravine. Proprio queste, collegando le aree macchiose al litorale, rappresentano una importante via di comunicazione per specie animali e vegetali.

A settembre 2011 concluderemo il percorso con la sesta tappa nella Serra di Poggiardo, dove scoperta della natura e conoscenza storica si intrecceranno. Visiteremo la città di Vaste, una delle più importanti città della Japigia, citata sia da Plinio che da Tolomeo. In prossimità della necropoli della città, si trova la cripta dei Santi Stefani, interamente affrescata. In prossimità della Serra di Poggiardo, si trovano le cave di bauxite, l’interessante bosco i Reali, mentre lungo la scarpata della serra, verso ovest, si stende la grande pineta di Marirossi.